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Nono passo completato

IL PROGETTO AGRICOLO

Hanno preso vita i campi intorno al Borgo!  Sul ripido versante che guarda la valle abbiamo creato terrazzamenti con aiuole rialzate per gli ortaggi: zucchine, spinaci, cavoli, bietole, pomodori, insalata, carciofi e tante altre verdure arricchiscono già la nostra tavola e quella degli ospiti! Inoltre abbiamo piantato un frutteto con varietà antiche, un uliveto e piante officinali, fra cui un intero viale di lavande. Grazie a due serbatoi il tutto verrà annaffiato con acqua piovana!

Vogliamo offrire agli ospiti del villaggio, soprattutto se colpiti da una malattia, cibi genuini e biologici, ma soprattutto l’area degli orti e del frutteto sarà dedicata all’innovativa Spiritual Green Therapy che abbiamo iniziato ad offrire nei percorsi della Casa del Grano per chi è colpito da malattia grave.

Abbiamo creato anche una tettoia agricola, che in futuro sarà destinata ad ospitare degli animali: stiamo studiando degli percorsi di Pet Therapy, perché entrare in contatto con un animale, immergersi nella sua energia vitale, lasciarsi avvicinare quel tanto che basta per sentirne la dolcezza per alcuni può essere un elemento decisivo per poter vivere la vita in pienezza fino all’ultimo respiro.

RESOCONTO ECONOMICO

Terrazzamenti: € 7.800
Orti e frutteti con preparazione aiuole rialzate: € 5.580
Acquisto di tutte le piante: € 5.100
Tettoia agricola, anche per animali e pet-therapy: € 2.500
Due serbatoi da interro: € 2.580
Manodopera (esclusivamente di volontariato): equivalente a € 11.000 ca

Costi complessivi: 34.560 Euro
Donazione delle piante da parte di un benefattore: equivalente a Euro 5.100
Erogazioni liberali da privati: 18.505 Euro
Manodopera offerta dai volontari: equivalente a 11.000 Euro ca

LE FASI DEL LAVORO

I terrazzamenti degli orti, prima e dopo:

Via della Fontana, prima e dopo:

I volontari all’opera:

“Così come succede quando ci innamoriamo di una persona, ogni volta che San Francesco guardava il sole, la luna, gli animali più piccoli, la sua reazione era cantare, coinvolgendo nella sua lode tutte le altre creature. Egli entrava in comunicazione con tutto il creato, e predicava persino ai fiori e « li invitava a lodare e amare Iddio, come esseri dotati di ragione ». La sua reazione era molto più che un apprezzamento intellettuale o un calcolo economico, perché per lui qualsiasi creatura era una sorella, unita a lui con vincoli di affetto. Per questo si sentiva chiamato a prendersi cura di tutto ciò che esiste. Il suo discepolo san Bonaventura narrava che lui, « considerando che tutte le cose hanno un’origine comune, si sentiva ricolmo di pietà ancora maggiore e chiamava le creature, per quanto piccole, con il nome di fratello o sorella ».Questa convinzione non può essere disprezzata come un romanticismo irrazionale, perché influisce sulle scelte che determinano il nostro comportamento. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati. Viceversa, se noi ci sentiamo intimamente uniti a tutto ciò che esiste, la sobrietà e la cura scaturiranno in maniera spontanea. La povertà e l’austerità di san Francesco non erano un ascetismo solamente esteriore, ma qualcosa di più radicale: una rinuncia a fare della realtà un mero oggetto di uso e di dominio.”
(Papa Francesco, Enciclica Laudato Si’)